Quando la Posta gareggiava

Grande importanza veniva data in passato da parte dell’Amministrazione Postale alla formazione professionale dei propri dipendenti, tant’è che corsi professionali venivano organizzati a tal fine. Risultò quindi poi spontaneo, al pari di altre Amministrazioni, indire delle manifestazioni in cui i vari dipendenti, già selezionati a livello regionale, partecipavano a delle gare di destrezza in ognuna delle loro varie mansioni. Si iniziò nel lontano 1899 a Como dove operatori telegrafici italiani e stranieri si affrontarono sull’utilizzo di apparecchiature Morse e Hughes.

Nell’ambito di successive grandi esposizioni, indette nel 1911 per celebrare il 50° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia, in cui Poste aveva a sua volta allestito il suo padiglione, si reiterarono queste gare: Torino e  Roma e poi Genova nel 1914. Con cadenze alterne, compatibilmente con gli eventi bellici, simili manifestazioni si sono ripetute anche in concomitanza con la consolidata “Festa dell’Amministrazione”.

Diventata poi una S.p.A. con tutto quello che ne è conseguito, l’amministrazione Postale ha abbondonato dopo 17 edizioni questa simpatica iniziativa.

Una macchina affrancatrice a disposizione del pubblico

Nel lontano 1939 divenne operativo negli Stati Uniti e Canada l’utilizzo di macchine affrancatrici MAILOMAT della Pitney Bows.

Nota convenzionalmente con il termine di “Coin #100”, che gli rinveniva dal codice stampigliato nell’impronta, la sua operatività era molto semplice e come si evince dalla cartolina creata “ad hoc” per pubblicizzare il servizio, bastava:

  • inserire le monete nell’apposita fessura
  • scegliere l’esatta tariffa postale
  • inserire la lettera, o cartolina, nel vano per la stampa

e, come recitava lo slogan, tutto il resto lo fa la macchina

  • la corrispondenza viene prelevata automaticamente
  • viene stampata l’impronta affrancatrice
  • la corrispondenza viene posta nell’apposito cestello per essere successivamente prelevata

Era possibile affrancare per valori da 1c a 33c con la classica impronta raffigurante l’aquila opportunamente personalizzata o il solo punzone e datario.

Una “rossa” preveggente

Come sappiamo al termine del regime in Italia si cercò di cancellare ogni segno con il passato periodo.

Nel campo delle affrancature meccaniche abbiamo le caratteristiche impronte scalpellate, dove l’immagine dei fasci, posti lateralmente sul punzone di stato, venivano rimossi appunto con scalpelli.

Ma l’impronta raffigurata lascia perplessi in quanto una scalpellatura eseguita già nel mese di giugno del’40 sembra alquanto improbaile.

Ed infatti possiamo affermare che è stato semplicemente un mancato aggiornamento del datario dopo aver dato un’occhiata all’interno del manoscritto e al procollo di arrivo.

La liberazione di Kuneitra

Quneitra  o Kuneitra è una città fantasma situata nella Siria meridionale, nel Governatorato di Quneitra, all’interno della fascia di sicurezza ONU che divide Siria e Israele.

Dopo la sconfitta siriana nella Guerra dei sei giorni, la città fu abbandonata.

Pamukkale

Pamukkale, che in turco significa “castello di cotone”, è un sito naturale della Turchia sud-occidentale, nella provincia di Denizli.

I movimenti tettonici non solo hanno causato frequenti terremoti, ma hanno anche permesso la nascita di numerose fonti termali. L’acqua che ne sgorga è sovrasatura di ioni di calcio e di anidride carbonica, che forma con l’acqua acido carbonico. Emergendo, l’acqua perde gran parte dell’anidride carbonica, spostando l’equilibrio chimico da bicarbonato a carbonato di calcio che, anche a causa dell’abbassamento della temperatura, precipita dando luogo alle caratteristiche formazioni, costituite da spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l’area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio.

 

 

Bona Sforza un’italiana regina di Polonia

Figlia del duca di Milano Gian Galeazzo e di Isabella d’Aragona, fu la seconda moglie del re Sigismondo I (1518) e diventò così regina consorte di Polonia e granduchessa di Lituania.

La sua bara, portata nella Basilica di San Nicola, rimase incustodita per molte ore, fu incendiata dalle candele e i suoi resti carbonizzati furono sepolti in una cappella senza particolari decorazioni. Più tardi i figli Sigismondo e Anna provvidero a far costruire un sepolcro sontuoso, situato dietro l’altare maggiore della Basilica.

Scuola Radio Elettra Torino

Arcinota Scuola per Corrispondenza, nata nel primo dopoguerra grazie ad un personaggio unico: il Dott. Vittorio Veglia.

Aveva un recapito postale comprovato dai vari timbri che negli anni ritroviamo sulla corrispondenza intestata.

Quello in figura, secondo la classificazione fatta in uno studio di Robetti e Vanara dell’ANCAI, è il tipo N. 3 distinguibile per essere a cerchio semplice e con l’aggiunta della lettera A.